Secondo un recente rapporto dell’OIL, l’Organizzazione Internazionale del Lavoro, si stima che negli ultimi tre anni siano stati licenziati ben 425mila lavoratori a causa dell’impatto diretto o indiretto dell’intelligenza artificiale. Tra questi, 142mila si trovano in Europa, evidenziando una preoccupante tendenza globale. Questo studio mette in luce come il 25% delle professioni a livello mondiale risulti potenzialmente vulnerabile all’automazione, con un’incidenza particolarmente elevata nei Paesi ad alto reddito.
La previsione è allarmante: un lavoratore su quattro potrebbe essere sostituito da una macchina nei prossimi anni. Le professioni più a rischio sono quelle caratterizzate da attività ripetitive e da elementi digitali che possono essere facilmente automatizzati. L’OIL sottolinea l’importanza di affrontare questa sfida, poiché le conseguenze per il mercato del lavoro potrebbero essere devastanti se non si adottano strategie adeguate. Questi dati pongono un interrogativo cruciale sul futuro dell’occupazione in un contesto di rapida evoluzione tecnologica, rendendo necessario un intervento tempestivo da parte dei governi e delle istituzioni per proteggere i lavoratori.