Molte persone ignorano il valore materiale dei vecchi dispositivi elettronici, che spesso contengono quantità misurabili di metalli preziosi. Dispositivi come computer, smartphone e televisori possono racchiudere oro, argento e platino nei connettori e nei circuiti stampati. Questo oro non è puro allo stato elementare ma si trova in leghe fino a 22 carati, che assicurano buona conducibilità elettrica e resistenza alla corrosione. Accumulare o smaltire male questi prodotti significa perdere risorse recuperabili e aumentare l’impatto ambientale.
Indice
Quanto oro esiste nei dispositivi e cosa significa 22 carati
Il termine carato indica la purezza dell’oro: 22 carati corrispondono a circa il 91,7% di oro puro su 24 parti. Nei componenti elettronici l’oro è usato dove sono richieste connessioni affidabili, come contatti e piste sulle schede madri, perché mantiene la conduttività nel tempo. La quantità per singolo dispositivo è piccola, ma diventa significativa se si sommano molte unità o intere famiglie di apparecchi. Per valutare il potenziale economico è quindi utile pensare in aggregate, non solo al singolo smartphone.
Dove si trova l’oro nei prodotti e quanti milligrammi si possono recuperare
Le parti più ricche di metalli sono le schede madri, i connettori dei cavi e i contatti dei processori. Studi pubblicati su riviste scientifiche hanno stimato che venti schede madri possono arrivare a contenere circa 450 milligrammi di oro a 22 carati, una quantità piccola ma economicamente rilevante se processata correttamente. Oltre all’oro si trovano spesso argento e platino, usati per ruoli complementari nella conduzione elettrica. Molti dispositivi dismessi finiscono in cantine o nella spazzatura, perdendo così queste risorse.
Dimensione del problema: i rifiuti elettronici
I rifiuti elettronici, detti e-waste o rifiuti elettronici, rappresentano un flusso crescente di materiali difficili da gestire. Secondo il rapporto Global E-waste Monitor 2024, nel 2022 il mondo ha prodotto oltre 62 miliardi di kg di rifiuti elettronici e solo il 22,3% è stato riciclato. Questo basso tasso di recupero comporta dispersione di sostanze inquinanti e perdita di materie prime preziose. Migliorare la raccolta e il trattamento ridurrebbe l’inquinamento e allevierebbe la pressione sull’estrazione mineraria.
Limiti delle tecniche tradizionali di riciclo
I metodi usati oggi per estrarre metalli dai dispositivi includono processi pirometallurgici e idrometallurgici, che possono essere costosi e richiedere grandi quantità di energia. Queste tecniche possono usare agenti chimici aggressivi e in alcuni casi generare emissioni o residui che riducono i benefici ambientali del riciclo. Per questo motivo è strategico sviluppare soluzioni più efficienti e a minor impatto ambientale. Il rapporto tra costi e resa è un parametro chiave per valutare la sostenibilità di un Metodo.
La tecnica dell’Eth di Zurigo con il siero di latte
Un gruppo di ricercatori della Scuola politecnica federale di Zurigo (Eth) ha studiato un approccio che impiega il siero di latte, sottoprodotto caseario a basso costo, per creare una struttura assorbente a base di proteine. Dai latticini si producono nanostrutture dette nanofibrille proteiche che formano una spugna capace di legare ioni metallici in soluzione. Il processo sperimentale include la ionizzazione del materiale da trattare, l’assorbimento degli ioni d’oro sulla spugna e la successiva fusione per ottenere pepite di alta purezza. Secondo lo studio, il rapporto di resa economica può essere molto favorevole: per ogni dollaro speso si possono ottenere ritorni valutati intorno a cinquanta dollari.
Il vantaggio della tecnica sviluppata all’Eth risiede nella combinazione tra materiali a basso costo e alta selettività verso l’oro, che permette un recupero efficiente senza ricorrere a solventi molto aggressivi. Le nanofibrille proteiche hanno una grande area superficiale relativa e siti chimici in grado di attirare ioni metallici specifici. Dopo l’assorbimento si procede alla separazione fisica della spugna e alla purificazione finale mediante fusione o altri trattamenti. Queste caratteristiche rendono la strada promettente per impianti pilota e applicazioni industriali controllate.
Benefici ambientali ed economici del riciclo avanzato
Un recupero più efficace dei metalli dai dispositivi riduce la necessità di estrarre nuove risorse minerarie, con impatti diretti sull’uso del suolo e sulle emissioni di gas serra. L’adozione di tecniche meno inquinanti può anche diminuire il rischio di contaminazione del suolo e delle acque causata da smaltimenti impropri. Sul piano economico, il settore del riciclo può generare nuove opportunità di lavoro e attività industriali locali per la raccolta, la separazione e il recupero dei materiali. L’impiego di sottoprodotti come il siero di latte valorizza flussi di rifiuto agricolo e riduce costi di materia prima per i processi di recupero.
Come possono comportarsi i cittadini
Ogni persona può contribuire consegnando gli apparecchi dismessi ai centri di raccolta autorizzati o aderendo a programmi di ritiro e permuta offerti da alcuni rivenditori. Portare dispositivi elettrici ed elettronici ai punti di raccolta evita che componenti contenenti metalli preziosi finiscano in discarica o vengano smaltiti in modo non corretto. È utile informarsi su servizi di raccolta locali, iniziative di ritiro gratuito e sistemi di acquisto dei prodotti usati che prevedono il ricondizionamento. Assicurarsi che il materiale sia affidato a operatori certificati aumenta la probabilità che i metalli vengano effettivamente riciclati.
Perché il riciclo diventi scalabile e diffuso occorrono investimenti in ricerca, impianti dedicati e normative che favoriscano la raccolta differenziata e il trattamento responsabile. Programmi pubblici e privati possono incentivare la creazione di filiere che trasformino rifiuti in risorse, con benefici misurabili per ambiente e economia. Seguire le procedure di smaltimento corrette e informare amici e familiari amplifica l’effetto positivo di queste scelte. In questo modo, il patrimonio metallico nascosto nei dispositivi dismessi può contribuire a un uso più efficiente delle risorse globali.